Artigiani Orafi a Milano dal 1916

Una storia preziosa.
Fatta di passione artigianale per l’arte e la tradizione orafa.
Il Laboratorio Meda è un luogo tradizionale, genuino e autentico.
Un luogo i cui pavimenti profumano di storia e le cui pareti decorate da quadri e bassorilievi – opera delle prime due generazioni ed altri artisti dell’epoca – ripercorrono l’arte del secolo scorso.
Carte che vengono da lontano, bozze e disegni di gioielli ad acquerello, riviste di design degli anni ’20 e ’30 e qualche mobile di modernariato anni ’40…
Tutto qui parla di storia, racconta la storia.
Quella di una tradizione famigliare, tutta dedita alla creazione di autentici capolavori di gioielleria artigianale e altre forme d’arte, che s’intreccia con la storia di una Milano che fu, che è stata e di cui è figlia oggi.
Una città passata attraverso tante vicessitudini e, forse proprio per questo, capace nel tempo di esprimere qualcosa di unico. Qualcosa che non si vuole dimenticare ma piuttosto rinnovare e mostrare con orgoglio.
Quell’orgoglio tipico dei figli che sanno di avere alle spalle il valore e la responsabilità di un grande passato, di grandi genitori e di nonni gloriosi.

Miriam e Mario Meda (2014)
Miriam e Mario Meda nel laboratorio (2014)

Una storia sostanzialmente artigianale

Nel laboratorio Meda ancora oggi, dopo un secolo, l’orafo lavora chino sul banchetto.
La sua attenzione di ogni giorno è per la sostanza e la qualità del gioiello che sta realizzando.
La sua passione è assorbita dalla complessità e dal tempo necessari per la creazione artigianale.
Questo la rende davvero unica.
Di tempo per lustrare l’insegna ed esibire etichette ne avanza poco.
La sostanza più che l’immagine.
La visibilità, per il vero artigiano, non conta quanto il risultato del suo lavoro quotidiano.
Prima viene il desiderio di coltivare il suo mestiere.
Al primo posto il Gioiello nel suo valore fisico e anche metafisico; nella sua capacità di elevare il piacere e il gusto per il bello.

Le tre generazioni di orafi della famiglia Meda

Dal 1916 e fino ad oggi, la famiglia Meda ha visto affiancarsi ed alternarsi tre generazioni di Orafi.
Nonno Dante, papà Mario e la giovane Miriam.
Sicuramente influenzati l’uno dall’altro ma ciascuno immerso nella sua epoca, nei gusti del proprio tempo e con un carattere e uno stile personale.
In comune – oltre al cognome e alcuni tratti di vita percorsi insieme – le capacità artigianali e la passione per un mestiere antico; la volontà determinata a voler rappresentare una figura oggi quasi in estinzione.
L’artigiano orafo, ben presente ad’inizio ‘900, divenuto quasi invisibile oggi nell’era dei social network, dei servizi immateriali, dei beni usa e getta, del gusto globalizzato e appiattito e dei brand del lusso internazionali tanto grandi quanto voraci.

Nonno Dante: l’artista

Dante Meda, nato nel 1904 e secondo di 8 fratelli, a soli 12 anni andava a bottega dai grandi maestri dell’oreficeria lombarda e milanese del ‘900.
Pittore, scultore e orafo.
Creativo a tutto tondo, all’età di 28 anni avvia il proprio laboratorio nel centro di Milano in via Sant’Andrea.
Negli anni ’40, Dante guida uno dei più grandi laboratori orafi milanesi di quel periodo con ben 12 artigiani.

Dante Meda, orafo e artista rappresentato nella foto sulla carta di identità (Milano, 1952)
Dante Meda, carta di identità (Milano, 1952)

 

L'orafo e artista Dante Meda, fototessera abbonamento mezzi pubblici Milano (1943)
Dante Meda, tessera del tram (Milano, 1943)

Papà Mario: il maestro artigiano

Mario Meda, figlio d’arte, ricorda ancora bene quando da bambino andava a trovare il papà nel grande laboratorio che occupava interamente il piano terra al 21 di via Sant’Andrea.

In questi luoghi, che profumano di legno e metalli, Mario cresce in fretta sia come uomo che come artigiano.
A 15 anni si avvia a diventare orafo frequentando la Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco e lavorando come apprendista presso l’officina Ernesto Ba, in Galleria Passerella vicino a Piazza San Babila.

Qui disegna e realizza gioielli per nomi illustri: uno su tutti Cartier.

Caratterizzata anche da una passione attiva per la scultura, la professionalità di Mario Meda prende una direzione ben precisa quando nel 1965 decide di aprire il proprio laboratorio orafo.  Un luogo dal sapore antico e attivo ancora oggi che, in mezzo secolo di lavoro, ha visto nascere disegni, gioielli e rapporti preziosi.

Giovane orafo, Mario Meda, lavora al banchetto
Mario Meda, giovane orafo al banchetto

 

Maestro orafo (Mario Meda) disegna ad acquerello uno dei suoi gioielli
Mario Meda, progetta un gioiello disegnandolo ad acquerello

 

La giovane Miriam: architetto del gioiello

Miriam, per oltre 25 anni, respira l’aria di casa e del laboratorio Meda e si educa al gusto per l’arte, il design e le forme del bello del nostro tempo e del secolo scorso.
A 26 anni si laurea in Architettura e accetta la sfida di essere artigiano orafo nell’era digitale.

Prima donna artigiana della famiglia, anche Miriam è una persona di poche parole: sicuramente più del padre, forse quanto il nonno.
Sotto la guida esperta di Mario e in un certo senso anche di nonno Dante, Miriam interpreta il mestiere dell’artigiano conciliando la tradizione orafa lombarda e il gusto per il design del nostro tempo, le tecniche manifatturiere del secolo scorso e i più innovativi strumenti di modellazione.

Foto giovane orafa nipote e figlia di Orafi della famiglia Meda
La giovane Miriam, nipote di Dante e figlia di Mario Meda

 

Giovane orafa lavora alla trafila del nonno di inzio '900
La giovane Miriam lavora trafila (originale di inizio ‘900) ereditata da Nonno Dante

Artigianato orafo a regola d’arte

Un artigianato antico in un mondo che cambia di continuo. Una sfida difficile.
Ma forse non più di quelle che affrontava nonno Dante agli inizi del ‘900.
Ma gli orafi della famiglia Meda si trasmettono un “segreto” che li ha sempre aiutati.
Mario lo ripete sempre a sua figlia Miriam.
“Non importa cosa stai facendo. Se il più prezioso dei gioielli o solo una riparazione.
Qualunque lavoro fallo 
a regola d’arte“.