Il ciondolo Iris nasce da una lavorazione a mano che conferisce all’oro giallo 18 carati una superficie materica, viva, non uniforme. Il disegno organico richiama la struttura del fiore senza riprodurla in modo letterale: i volumi si sviluppano attorno alla pietra centrale, tenuta da quattro griffes che emergono naturalmente dalla forma. Ogni pezzo porta con sé le tracce del lavoro artigianale, visibili nella texture della superficie e nella continuità tra gambo e corpo del ciondolo.

Oro vivo, pietra al centro
L’oro giallo 18 carati è lavorato in modo da preservare la materia nella sua fisicità: la superficie non è levigata all’uniformità, ma trattata per restituire profondità e calore. Al centro del ciondolo, la pietra – disponibile in due varianti: topazio giallo o ametista viola – è incastonata con quattro griffes che ne assicurano la stabilità senza coprire il colore. Il topazio giallo porta luminosità calda, tonalmente vicina all’oro; l’ametista viola crea contrasto netto, freddo e diretto.
Il nome, il fiore, la luce
Iris è il nome del fiore e il termine greco per arcobaleno – la stessa parola usata per indicare la parte colorata dell’occhio. La scelta del nome non è decorativa: il ciondolo esiste in due varianti cromatiche distinte, e il nome le contiene entrambe. L’iris cresce in giallo e in viola, colori che non si assomigliano ma appartengono alla stessa pianta. Il gioiello funziona allo stesso modo: un disegno, due espressioni.
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